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Uffici Giudiziari Campania e Molise

Un pò di storia

                          

Gli Uffici Giudiziari

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere è l'unico con sede nella Provincia di Caserta, territorio in cui risiedono circa 900.000 abitanti (una popolazione tripla rispetto a quella della intera regione Molise e superiore a quella dell'intera regione Umbria).

È stato istituito nel 1808 in quella che, all'epoca, si chiamava provincia di Terra di Lavoro e il cui capoluogo era Santa Maria Capua Vetere (vedasi decreto riportato a fondo pagina). La città di Caserta è l'unico capoluogo di provincia italiano in cui non ha sede il Tribunale.

Gli Uffici Giudiziari di Santa Maria Capua Vetere sono - per territorio di competenza e carichi di lavoro - fra i più grandi a livello nazionale.

Infatti: 

"...fatta eccezione per il breve periodo in cui hanno operato le Preture circondariali, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere costituisce, fin dal 1809, l'unico presidio giudizario, con competenza circondariale, in Terra di Lavoro.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, risultante dall'unificazione di essa con le Procure circondariali di Caserta e Santa Maria Capua Vetere, ha unorganico di magistrati composta da un Procuratore Capo, due Procuratori A ggiunti e ventisei Sostituti Procuratori.

Per numero di magistrati previsti nella pianta organica, la Procura sammaritana si colloca al primo posto tra le Procure ordinarie, non distrettuali (n. 139), al decimo posto tra tutti gli Uffici di Procura italini (n. 165), ivi comprese le Direzioni distrettuali antimafia (n. 26), superando finache, per dimensioni e carichi di lavoro, alcune importanti Procure distrettuali della Repubblica, sedi di D.D.A., come Genova (1 Proc., 3 Proc. agg. e 25 Sost.), Reggio Calabria (1 Proc., 3 Proc. agg. e 24 Sost.), Bologna (1 Proc., 2 Proc. agg. e 23 Sost.), Messina (1 Proc., 3 Proc. agg. e 20 Sost.). A ciò si aggiunga che l'organico dei magistrati della Procura di Santa Maria Capua Vetere è inferiore solo di poche unità a quello delle Procure distrettuali di Salerno (-4), Bari (-3), Firenze (-2), rispettivamente, settima, ottava e nona, nella graduatoria nazionale delle Procure di maggiori dimensioni, le quali, peraltro, non possono vantare - tutte - carichi di lavoro paragonabili a quelli sostenuti dalla Procura sammaritana..." (stralcio dalla relazione del Procuratore della Repubblica in data 9/10/09 al Ministro della Giustizia).

 

DECRETO DI ISTITUZIONE DEL TRIBUNALE DI

SANTA MARIA CAPUA VETERE

La Città

Santa Maria Cupua Vetere è un comune di circa 33.000 abitanti in provincia di Caserta.

La città sorge sui luoghi della Capua dell'antichità. Ne sono testimonianza i resti dell'imponente anfiteatro, oltre numerosi siti archeologici. Alternativa a Roma, così la chiamò Cicerone nel I secolo a.C. Era probabilmente la più grande città d'Italia nel iv secolo a.C.

Ma la sua storia è molto più antica. La scoperta di vari villaggi di tipo villanoviano, e la loro successiva fusione in abitato, è senza dubbio la base dello sviluppo della futura Capua, la sua urbanistica fu ampliata nei secoli successivi dagli Osci e dagli Etruschi. Venne distrutta a seguito di incursioni vandaliche prima e successivamente saracene nel VII d.C., dopo oltre 16 secoli di storia.

L'abitato moderno cominciò lentamente a rinascere a partire dal XII secolo con la nascita di tre diversi casali attorno alle basiliche cristiane di S. Maria Maggiore, o detta dei Surechi, S. Pietro in Corpo e S. Erasmo in Capitolio. Il principale insediamento era costituito da un borgo contadino sviluppatosi nei pressi della chiesa di Santa Maria Maggiore.

Divenne, poi, comune con il nome di Santa Maria Maggiore nel 1861 (prima era una frazione del comune dell'attuale Capua con il nome di Villa Santa Maria Maggiore).

Anche se la città non conserva un legame architettonico con l'antica Capua (il borgo è di epoca basso - medievale), la presenza dell'anfiteatro romano, e l'essere collocata negli stessi luoghi dell'antica città di Capua, determinò il cambiamento del nome in Santa Maria Capua Vetere , circa un anno dopo la nascita del comune autonomo. 

  

(l'anfiteatro) 

L'abitato moderno
 
La città si è estesa nell'arco degli anni prima verso nord e poi verso sud (direzione Aversa, principalmente nella zona di Sant’Andrea dei lagni) e relativamente meno nella direzione Est/Ovest ed è parte di quella che alcuni urbanisti chiamano "la città continua" con riferimento all'insediamento urbano, oramai quasi senza soluzione di continuità che va da Capua a Maddaloni e Marcianise (inglobando Caserta e tutti i piccoli comuni della zona) e che si sviluppa lungo il  percorso Capua-Caserta-Caserta-Maddaloni-Marcianise.
Tale insediamento è attraversato dalla via Appia (SS 7), nonché dalla ferrovia Napoli-Caserta-Cassino-Roma con diramazione per Piedimonte Matese. Nei pressi corre l'autostrada A1 Milano-Napoli , accessibile tramite il casello di Santa Maria Capua Vetere o da quello di Caserta Nord. 
Recentemente è stata aperta l'immissione sulla bretella che collega Capua a Benevento.

Lo stemma

Lo stemma della città è di origine molto recente: risale al 1888. È di colore rosso, con una croce, sormontata da una corona, sotto la quale una fascia d'oro riporta le iniziali O.P.Q.C., acronimo di Ordo Populus Que Campanus.

Il Patrono

Nel 430 Simmaco fu vescovo di Capua, Simmaco fu il fondatore della basilica di Santa Maria Maggiore, sopravvissuta alla distruzione dei saraceni e diventata il nucleo iniziale della nuova città, la futura Santa Maria Capua Vetere, divenendone la Cattedrale. Simmaco sarebbe morto nel 449, dopo 19 anni di episcopato a Capua e il suo culto si mantenne sempre vivo. Dal 1313 comparvero i primi calendari che portano inserito il suo nome, ed erano inoltre presenti nel territorio capuano, varie chiese a lui intitolate, anche nelle forme popolari, Simo, Simmio, Timbrico.   


Capua Antica

  • Anfiteatro Romano
  • Mitreo, scoperto nel 1922, ben conservato. Su una parete è possibile   ancora vedere un affresco, risalente al II secolo d.C., raffigurante il dio Mitra che uccide un toro bianco.
  • Arco di Adriano

Cultura:

Università e ricerca

Hanno sede a Santa Maria Capua Vetere due delle otto facoltà Seconda Università degli studi di Napoli::

  • Lettere - È ubicata nel medioevale Monastero di San Francasco. Agli inizi del seicento la struttura venne occupata dai frati minori dell' ordine di San Francesco da Paola, fino a quando, nel 1738 vennero alloggiati i soldati del reggimento Borbonico di Rosciglione. Dopo il regio Decreto del 6 Febbraio del 1807 il monastero venne destinato a carcere.
  • Giurisprudenza - Ha sede nel centro storico , a Palazzo Melzi, fatto costruire dall'Arcivescovo Camillo Melzi nel seicento per servire come sede della Mensa Arcivescovile. Nel 1808 divenne sede del Tribunale, funzione che impose una ristrutturazione dell'edificio eseguita dall'ingegnere Pietro Tramunto. Da allora seguirono altri numerosi interventi di ristrutturazione fino al 1924.

Musei

  • Museo Archeologico dell'Antica Capua
  • Museo dei Gladiatori
  • Museo Garibaldino

 

Amministrazione comunale

Centralino del comune : 0823 813111

Posta elettronica: sindaco@comune.santa-maria-capua-vetere.ce.it

La Provincia di Caserta

tratto da wikipedia:

La provincia di Caserta conta 905.826 abitanti. Confina a nord-ovest con il Lazio (Provincia di Latina e Provincia di Frosinone), a nord con il Molise (Provincia di Isernia e Provincia di Campobasso), a est con la Provincia di Benevento, a sud con la Provincia di Napoli, a sud-ovest con il Mar Tirreno.

Storia

Il territorio dell'attuale provincia di Caserta ricade nella regione storico-geografica della Liburia o Terra di Lavoro.

Nel Regno di Napoli e nel Regno delle Due Sicilie esisteva un dipartimento denominato proprio Terra di Lavoro, che ha avuto come capoluogo sino al 1818 Capua, poi Caserta. Con la legge Rattazzi, tale dipartimento fu importato nel Regno d' Italia come provincia di Terra di Lavoro.

Nel 1863 fu scorporata dalla provincia di Terra di Lavoro parte dell'alta valle del Volturno, aggregata alla provincia di Campobasso (oggi quei comuni come Venafro e l'area circostante sono stati trasferiti,nonostante la contrarietà della popolazione, alla provincia di Isernia, istituita negli anni '70). La Valle Caudina fu invece suddivisa fra la neonata provincia di Benevento e la provincia di Avellino.

Nel 1927 Benito Mussolini decise di sciogliere la provincia di Terra di Lavoro. Il circondario di Sora e quello di Gaeta passarono alla provincia di Roma, mentre la rimanente parte della provincia (incluse Caserta, il litorale e le isole ponziane), passò alla provincia di Napoli, ad eccezione di alcuni comuni che furono ripartiti tra le province di Benevento e di Campobasso. Successivamente fu istituita la provincia di Frosinone, alla quale andarono i comuni del cincondario di Sora. Nel 1934, infine, fu istituita la provincia di Littoria (ridenominata provincia di Latina nel 1946), alla quale andarono il circondario di Gaeta e le isole ponziane.

Nel 1945 fu istituita l'attuale provincia di Caserta, che comprende tutta la parte della provincia di Terra di Lavoro passata alla provincia di Napoli ad eccezione dell'agro nolano e del circondario di Pomigliano d'Arco, i comuni della valle del Volturno in precedenza afferenti alle province di Benevento e Campobasso nonchè l'agro aversano, il quale, sebbene insieme con Giugliano costituisca il nucleo originario della regione storica di Terra di Lavoro, aveva sino ad allora sempre fatto parte della provincia di Napoli.

Infine nel 1970, con l'istituzione delle regioni a statuto ordinario in applicazione del titolo V della parte II della Costituzione, le province di Frosinone e  Latina, pur essendo costituite in gran parte da territori  storici di Terra di Lavoro e quindi della Campania, andarono a costituire la regione Lazio.

Morfologia

Il territorio della Provincia di Caserta è formato a nord del massiccio montuoso degli Appennini formato dal Matese, al centro da monti di modesta altura e da colline e al sud e ad ovest da pianure di diversa tipologia.

Matese

Il massiccio del Matese è composto da montagne di relativa altezza, comunque le più alte della Campania. La massimi altezza viene toccata col Monte Miletto ( 2.020 m) diviso tra la Campania e Molise.

Il massiccio è carsico, ricco di acque, anche termali e minerali (come la Lete), di grotte e di laghi di montagna.

Preappennini

La zona centro-settentrionale è separata dalle montagne dellìAppennino dal fiume Volturno. Il fiume scorre nella zona centrale, fino ad aprirsi nella Pianura Campana. Mentre, le alture meridionali, si trovano al confine con la Provincia di Benevento.

Rilevanti sono tre zone montuose:

  • Monte Sacra Croce, con il vulcano spento di Roccamonfina, al confine con il Lazio;
  • Monti Trebulani, nel centro-nord della provincia con la vetta principale di Monte Maggiore (1036 m);
  • Monti Tifatini, nel sud  della provincia, dove sorge il capoluogo Caserta.

Pianura Campana

La pianura campana viene considerata come tutta la zona che va dal Garigliano fino a Nocera. In realtà è composta da due zone differenti di natura diversa:

  • La pianura aversana, al cui centro si trova Aversa, compresa tra Napoli e Caserta, di natura prettamente vulcanica, un tempo paludosa e bonificata grazie ai Regi Lagni, voluti da Borboni di Napoli;
  • La pianura del Volturno, di natura prettamente alluvionale, anche essa paludosa fino all'epoca del Fascismo, ma bonificata in buona parte e dedicata attualmente all'allevamento semibrado dei bufali, soprattutto per la produzione di latte e di mozzarelle.

Costiera domiziana

La provincia ha, ad ovest, uno sbocco sul mare composto da una costa bassa e sabbiosa che si estende per circa 45 km. Tre fiumi sfociano sulle sue coste: il Volturno, il Savone ed il Garigliano. Il nome deriva dalla via Domizia, voluta dall'imperatore romano omonimo. Inizia dal fiume Garigliano arrivando fino a Pozzuoli. Un tempo era un'area selvaggia e incontaminata caratterizzata da folte e ampie pinete e da ampie spiagge ricche di macchia mediterranea, area preferita sulla rotta degli uccelli migratori, perchè ricca di laghetti e aree umide. Negli anni '60 e '70 si iniziò ad urbanizzare in modo disordinato, per inseguire il sogno di uno sviluppo turistico. Tra gli anni '80 e '90 questo territorio, in particolar modo i comuni di Castelvolturno e Mondragone, vissero un improvviso incremento demografico ed una urbanizzazione selvaggia, troppo spesso illegale. I flussi migratori furono inizialmente alimentati dal trasferimento forzato di popolazioni da Napoli e dal suo hinterland a seguito del terremoto del 1980. Continuarono poi a causa della forte pressione demografica del napoletano, migrazione favorita dalla disponibilità di abitazioni e terreni edificabili a costi accessibili. Oggi il litorale domizio, nonostante le mille contraddizioni potrebbe avere una nuova crescita, questa volta ordinata e più consapevole, essendoci tutti i presupposti perchè questo avvenga.



Oggi è il 20-11-2018 e sono le ore
Data di ultima pubblicazione: 10-10-2011